Calasanzio Cultura e Formazione

#CAMPIAPPRENDE

candidoProgetto sperimentale di partecipazione urbana

Le politiche europee di questi ultimi anni, valorizzando il ruolo dell’apprendimento come motore dell’innovazione e della crescita economica, hanno riconosciuto nel Life long Learning lo strumento in grado di combinare l’aggiornamento delle competenze per l’occupabilità con la promozione e il consolidamento delle pratiche democratiche, dell’inclusione sociale e della cittadinanza critica. Documenti europei, piani di sviluppo governativi, ricerche e pubblicazioni concordano nel sostenere che, nella learning society, l’apprendimento life long è funzionale al raggiungimento degli obiettivi della crescita personale, dell’emancipazione sociale, del benessere economico. Tale apprendimento non si realizza solo attraverso l’educazione formale, ma anche apprendendo a partecipare attivamente alla vita della comunità, sviluppando un atteggiamento critico, essendo responsabili per il proprio sviluppo e per quello della collettività.

Le Learning City si propongono di mettere al centro del proprio progetto di sviluppo la cultura e i meccanismi di apprendimento individuali e collettivi, al fine di accrescere la loro dotazione di capitale sociale e umano e costruire nuove opportunità di crescita economica per i loro abitanti.

L’iniziativa CampiApprende intende mettere in campo un meccanismo di costruzione e alimentazione del capitale sociale e umano esistente nella città attraverso la implementazione di momenti e pratiche partecipative realmente inclusivi e capaci di facilitare il dialogo tra tutte le componenti e gli attori presenti nella scena urbana, attingendo, già nel suo costituirsi e dispiegarsi, alle tante risorse e al patrimonio umano presente nella città.

Campi Salentina è scelta per questa sperimentazione oltre perché è un piccolo centro dove è più facile testare modalità innovative di partecipazione attiva e apprendimento dei suoi cittadini, anche perché ha nella sua storia e nel suo agire sociale e politico la promozione dell’istruzione, della formazione e della cultura in genere.

In effetti, già il 24 marzo 1629 per volontà del Marchese Giovanni Enriquez, reggente del supremo consiglio di Madrid nel Regno di Napoli, venne fondato a Campi il convento degli Scolopi, con l’adiacente biblioteca e vi fu istituita una sede delle Scuole Pie: il Calasanzio la prima scuola aperta al popolo in Puglia. Il marchesato Enriquez fu caratterizzato anche da importanti committenze: celebri le richieste di opere, per la collezione di famiglia, a grandi pittori dell’ambito artistico napoletano del tempo tra i quali, Jusepe de Ribera e Agostino Beltrano. Questo periodo storico fu il più fiorente per la città e ne segnò profondamente la storia, conferendole notevole prestigio. Da Campi, dal Calasanzio e dal suo fertile humus culturale sono usciti un genio del teatro contemporaneo, Carmelo Bene, che nel 1995 ricevette le chiavi della sua città, Roberto Cappello, uno dei più affermati pianisti italiani in Europa, Cosimo Mariano latinista autore del Vocabolario Latino/Italiano, Nicola Quarta, politico e Presidente della Regione Puglia. Nel settembre del 1998 il Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, con apposito decreto concesse al Comune di Campi Salentina il titolo di Città “…per il ruolo che Campi ha sempre svolto nel corso della storia, per il ruolo che oggi svolge nei confronti del circondario, per la concentrazione di tutti gli uffici e gli enti, per la storia, per la sua cultura”.

Tra le istituzioni culturali più importanti e attive della Città c’è:

  1. Fondazione Città del Libro onlus;
  2. Biblioteca Calasanziana;
  3. Associazione Calasanzio Cultura e Formazione;
  4. Associazione culturale La Coorte;
  5. Associazione di promozione sociale Etnos;
  6. Centro di Educazione Ambientale Terre Rosse;

Campi Salentina esprime oggi una forte domanda di formazione.

I mutamenti indotti dai meccanismi della globalizzazione hanno trovato la città sino ad oggi sostanzialmente impreparata ad affrontare alcune delle nuove sfide della condizione contemporanea. Il suo declino degli ultimi anni, infatti, prima che nelle trasformazioni dell’economia e delle strutture della produzione, affonda le proprie radici nell’erosione della sua dimensione culturale causata almeno in parte dall’obsolescenza della sua offerta e delle sue opportunità formative. Negli ultimi quindici anni Campi ha perso progressivamente buona parte delle istituzioni che la hanno resa un importante polo per la formazione del mondo intellettuale e della classe dirigente della Puglia, come pure ha perso buona parte delle istituzioni che avevano fatto sì che Campi divenisse il punto di riferimento, oltre che culturale, anche economico e sociale del Nord Salento(tribunale, ospedale, ecc). Ciò nonostante ancora oggi la città registra la presenza di importanti istituzioni e associazioni culturali, che tuttavia operano in modo spesso isolato e in assenza di una cornice capace di rendere tutte queste esperienze sistema.

La formazione di molte fasce generazionali e di intere categorie sociali resta pertanto oggi spesso relegata ai soli percorsi istituzionali, mancando la possibilità di aggancio con le opportunità offerte dai nuovi media, dalle nuove tecnologie dell’informatica e dall’innovazione in genere.

Questa considerazione trova un pesante riscontro sia sulle capacità di innovazione del mondo produttivo che nelle crescenti condizioni di marginalità e disagio vissuti dai giovani, dagli anziani e dalle fasce sociali più deboli.

Mancano altresì strumenti e opportunità di contatto e scambio, soprattutto per le giovani generazioni, con le dimensioni internazionali. Ciò che si registra è ancora il forte scollegamento tra gli istituti scolastici, soprattutto superiori, e il territorio (basti pensare che in una terra a forte vocazione turistica l’IISS Volta non riesce ad attivare un corso di studi nel settore turistico).

Quest’ultimo dato è particolarmente rilevante nel distacco tra i percorsi formativi scolastici e il mondo del lavoro, laddove si registra l’assenza di percorsi di accompagnamento delle giovani generazioni verso le opportunità lavorative offerte dal turismo, ma anche dall’artigianato di pregio e artistico, del commercio da sempre presenti nell’economia Campiense, con un ruolo centrale. Ma lo è, in modo ancor più evidente, la debole capacità di permeazione e dialogo, che mostrano molti istituti scolastici con i tessuti urbani loro ospiti. Pochissimi sono infatti ancora i momenti di confronto e di apertura di tali istituzioni verso il territorio e le comunità che lo abitano. Pochi i progetti di integrazione e coinvolgimento e soprattutto di ascolto dei bisogni. Accanto a questi evidenti limiti delle istituzioni scolastiche troviamo tuttavia anche alcune interessanti esperienze di integrazione costruite da altri soggetti privati e dall’Associazione Calasanzio, i quali hanno messo al centro della propria missione una offerta formativa rivolta ad affrontare alcuni fattori di disagio sofferti da particolari fasce di età, gruppi sociali o da soggetti svantaggiati intersecando spesso questa domanda con momenti e percorsi formativi del turismo, dei servizi e del mondo dell’arte e della creatività.

Nasce da queste consapevolezze, in particolare, il bisogno di realizzare una struttura di coordinamento capace di ottimizzare gli sforzi del mondo del volontariato e del terzo settore campiensi e di accompagnarli verso modelli operativi più efficaci ed efficienti, ma anche la necessità di realizzare una rete diffusa di luoghi dove rendere praticabile e più agevole la loro missione.

Per il futuro si ha bisogno di avere un luogo fisico dove consentire ai tanti attori della città di organizzare conferenze, incontri, dibattiti, workshop e manifestazioni collettive al fine di rendere strutturali e non sporadici e/o occasionali i meccanismi del confronto e della partecipazione nelle varie fasi di costruzione e implementazione delle politiche pubbliche adottate dalla città, chiedendo all’amministrazione di investire su tale progetto sia specifiche risorse umane che economiche e di bilancio.

Da questa prima idea si coglie bene quindi come la città possa ritrovare, attraverso una adeguata strategia di valorizzazione e messa a sistema di tutto il suo patrimonio testimoniale e culturale, un filo conduttore capace di restituire un nuovo ordine urbano (che sarà sviluppato in seguito, tenendo conto anche delle proposta che gli architetti/docenti di un percorso formativo tenuto al Calasanzio, hanno elaborato sulla rigenerazione urbana di Campi Salentina) e soprattutto una nuova identità alla città.

Una identità capace di affondare le proprie radici nella sua storia, nelle sue tradizioni e nelle sue vocazioni naturali oltre che nei peculiari e straordinari caratteri ambientali del territorio che la informa e la ospita e sostiene.

le corti raccontano

IL PROGETTO A SOSTEGNO DELLA SPERIMENTAZIONE E’ STATO PRESENTATO A FONDAZIONE CON IL SUD, NEL BANDO “CON IL SUD CHE PARTECIPA”.

IL PROGETTO E’ DENOMINATO “LE CORTI RACCONTANO” ED HA SUPERATO UNA PRIMA FASE VALUTATIVA. SU 1000 PROGETTI PRESENTATI E’ TRA I PRIMI 65. ADESSO E’ IN PREPARAZIONE L’ESECUTIVO PER LA VALUTAZIONE FINALE. 



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